Manutenzione della caldaia: consigli utili

Uno dei problemi più frequenti che deve affrontare chi amministra proprietà per piani o complessi residenziali è quello del corretto funzionamento dell’impianto di riscaldamento: appartamenti freddi in inverno e docce gelate non sono mai sorprese gradite da nessuno. Come fare quindi per evitare questi inconvenienti?

Manutenzione della caldaia: consigli utili

La risposta è una sola: effettuare periodicamente una corretta manutenzione. Questo è infatti l’unico modo per scongiurare l’insorgere di problematiche che possono danneggiare l’impianto e generare spiacevoli conseguenze non solo sul benessere abitativo ma anche sul portafoglio dei proprietari. E ciò è vero soprattutto per le caldaie tradizionali (a gas, a gasolio, a pellet, ecc.), la cui componentistica e il cui funzionamento richiedono verifiche, pulizie e controlli programmati e ripetuti nel tempo.

 

L’importante è che tale manutenzione avvenga in anticipo, nei mesi caldi, in modo da poter intervenire per tempo in caso di guasti o malfunzionamenti. In particolare, ecco alcuni accorgimenti generali utili a evitare sorprese:

 

1. Assicurarsi che la caldaia sia a norma di legge

La manutenzione della propria caldaia non è solo un diritto ma anche un dovere. In Svizzera lo stabilisce il Regolamento sugli impianti calorici a combustione (RICC) del 26 ottobre 2016.  La legge dichiara che gli impianti a combustione (caldaie tradizionali) devono essere sottoposti a controlli visivi e a interventi di pulizia per prevenire pericolosi malfunzionamenti ed eventuali  incendi. Il proprietario della caldaia, in qualità di responsabile, deve “predisporre le corrette condizioni di esercizio, assicurare l’esecuzione dei controlli visivi, della pulizia e della manutenzione conformemente alle disposizioni del regolamento e allo stato della tecnica e consentire alle persone abilitate (spazzacamini, produttori e idraulici) di accedere all’impianto per l’esecuzione degli interventi richiesti”.


2. Controllare la pressione dell’acqua

Il livello di pressione idrica interna della caldaia è indicato dal manometro, l’apposito misuratore di cui è dotato ogni impianto. Il valore corretto della pressione deve essere compreso tra 1,5 e 2 bar. Nel caso in cui il manometro dovesse indicare un diverso valore bisogna intervenire: se la pressione è troppo bassa, inserendo acqua tramite l’apposita manopola; se la pressione è troppo alta, facendo sfiatare il radiatore. In entrambe queste situazioni occorre un controllo accurato per verificare il motivo dell’anomalia: il persistere di un problema di pressione potrebbe infatti provocare il blocco dell’impianto.



3. Evitare la formazione di calcare

Non solo la pressione ma anche la qualità dell’acqua presente nell’impianto è importante. La “durezza” è la misura che permette di capire quanto l’acqua sia soggetta alla creazione di calcare. Maggiore è la durezza, maggiore è il pericolo della formazione di incrostazioni, corrosioni e occlusioni nelle tubature e nei vasi di espansione. La presenza di calcare influisce quindi in modo negativo sul rendimento dell’impianto e dei consumi. Si può risolvere il problema installando filtri anticalcare oppure addolcitori, dispositivi che eliminano dall’acqua il calcio e il magnesio sostituendoli con il sodio, elemento solubile che non genera incrostazioni.

Mettere in pratica opportuni accorgimenti stagionali

Oltre alle manutenzioni da svolgere nel periodo pre-invernale, ci sono diversi interventi che si possono effettuare nelle altre stagioni, per esempio:

 

  • In primavera, per le caldaie a olio o a pellet, è bene controllare le condizioni del combustibile rimasto nel serbatoio e verificare la tenuta delle valvole.

  • In estate è consigliabile effettuare eventuali riparazioni all’impianto approfittando del periodo più lontano dal clima invernale, in modo da evitare rischi di guasti o blocchi del funzionamento.

  • In autunno, sempre per le caldaie a olio o a pellet, è meglio ricontrollare il livello del combustibile e, se serve, pianificare un ordine aggiuntivo per rabboccarlo. È inoltre ideale eseguire una prova di accensione dell’impianto per rilevare eventuali malfunzionamenti dell’ultimo minuto e porvi rimedio.

  • In inverno, infine, è buona cosa verificare periodicamente impianto e serbatoio, pianificando gli ordini di combustibile per tempo e controllando che tutto funzioni al meglio, così da non rimanere al gelo in modo imprevisto.

 

Vista la quantità di manutenzioni di cui necessita una caldaia tradizionale, l’ideale sarebbe sempre quello di sostituirla il prima possibile con un impianto moderno ad alta tecnologia come, per esempio, una termopompa. In questo caso non solo la manutenzione (e quindi l’impegno che richiede sia in termini di tempo sia in termini di spesa) è ridotta al minimo, ma la maggior efficienza permette anche di risparmiare sui consumi e di impattare meno sull’ambiente.

 

Con un impianto a termopompa, infatti, non ci sono canne fumarie da pulire né combustibili fossili da acquistare e da gestire. A parte i controlli obbligatori per legge svolti da tecnici specializzati non c’è nessuna incombenza da sbrigare nel corso dell’anno. L’unico accorgimento può essere quello di pulire di tanto in tanto i filtri e il tubo di scarico della condensa evitando che eventuali impurità diminuiscano l’efficienza dell’impianto.

 

Occorre ricordare, inoltre, che la termopompa è un sistema di riscaldamento molto più sicuro ed economico delle caldaie tradizionali: adottarla come impianto all’interno di uno stabile costituisce quindi un contributo non solo alla salvaguardia delle persone ma anche a quella dell’ambiente.

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