Fotovoltaico: qual è la produzione giornaliera?

Si parla sempre più spesso di impianti fotovoltaici e dei relativi vantaggi, come per esempio l’energia sostenibile, i consumi efficientati, le spese ridotte in bolletta e l’incremento del valore dell’immobile. Sono però ancora molte le persone che desiderano avere maggiori informazioni in merito.
Soprattutto le giovani coppie si chiedono spesso quanto può davvero produrre un impianto di questo tipo prima di decidere di installarlo.

MT System, fotovoltaico: qual è la produzione giornaliera?

Rispondere a questa domanda non è semplice, ma si possono comunque analizzare alcuni parametri utili a farsi un’idea indicativa.

 

Per prima cosa è necessario prendere in considerazione diverse variabili legate sia al tipo di pannello in sé, sia al contesto ambientale, architettonico e geografico in cui l’impianto viene installato. Nello specifico, occorre valutare almeno 5 variabili:

 

  1. quali sono la dimensione effettiva e la potenza standard del pannello fotovoltaico
  2. qual è l’efficienza, dichiarata ed effettiva, dell’impianto scelto, ovvero che potenziale di trasformazione di energia solare in energia elettrica possiede, al netto delle dispersioni;
  3. qual è la zona geografica in cui il pannello sarà installato, in modo da poter attribuire un valore alla quantità di energia solare sfruttabile;
  4. qual è l’esposizione del pannello installato, ovvero l’orientamento della superficie su cui sarà posizionato rispetto al movimento del sole (il migliore è quello verso sud) e l’inclinazione della superficie (la migliore è tra i 25 e i 30 gradi);
  5. a quale periodo dell’anno si vuole fare riferimento per il calcolo, dato che nella bella stagione l’impianto produce ovviamente più che durante la stagione autunno/inverno.

 

I primi due dati si possono reperire direttamente dalle schede tecniche dei materiali: al fine di avere dei riferimenti identici per tutti i produttori, la potenza dei pannelli fotovoltaici viene calcolata alle condizioni STC (Standard Test Condition), che prevedono un irraggiamento di 1000W/mq, una temperatura di 25°C, e una distribuzione spettrale = 1,5.

Occorre specificare che, a parità di dimensioni e collocazione, gli impianti di ultima generazione sono enormemente più efficienti di quelli più vecchi, arrivando a convertire fino al 22,2% rispetto al 18% dei modelli obsoleti. Anche la manodopera richiesta è inferiore, riducendo ulteriormente i costi di gestione. In generale, nei nuovi pannelli sono presenti migliorie quali:

 

  • un aggiornamento della tecnologia
  • una diminuzione della dispersione dell’energia
  • un aumento della superficie dedicata all’assorbimento di energia solare
  • una maggiore conducibilità elettrica dovuta ai materiali
  • un incremento delle prestazioni anche in caso di cielo coperto grazie a vetri antiriflesso

 

Il mercato offre numerose soluzioni che presentano diversi gradi di efficienza: la buona regola è sempre e comunque quella di richiedere pannelli di alta qualità con materiali di prima scelta, garantiti per più di dieci anni e che siano presi in carico dal consorzio di riciclo a fine vita. In questo modo ci si assicura che tutto il sistema funzioni in modo ottimale.

 

Uno degli elementi più importanti da tenere in considerazione, ai fini della produttività dell’impianto fotovoltaico, è l’inverter, il componente che trasforma la corrente continua prodotta dai pannelli in corrente alternata utilizzabile dalle utenze. Ma anche la progettazione, la cura nella posa, la sicurezza durante le fasi di lavoro sono essenziali per avere un ottimo risultato finale: ecco perché le aziende che operano con standard qualitativi elevati sono riconoscibili dal marchio Professionisti del Solare rilasciato da SwissSolar.

 

Bisogna considerare inoltre che l’energia solare, per definizione, è una fonte intermittente e non prevedibile a causa del clima e dell’irraggiamento, motivo per cui, per ottenere il miglior risparmio in bolletta, sarebbe meglio sfruttare le ore centrali della giornata per il picco di utilizzo energetico domestico.

 

Dato che spesso ciò non è possibile, è utile implementare anche un sistema di accumulo dell’elettricità prodotta. Ciò consente di immagazzinare l’energia non sfruttata durante il giorno per utilizzarla nelle ore serali e notturne, rendendosi così quasi autosufficienti e indipendenti dalla rete di fornitura elettrica.

 

Dopo l’installazione è possibile avere un controllo costante di quanto producono i propri pannelli fotovoltaici: tutti gli impianti in commercio infatti sono ormai dotati di varie soluzioni di monitoraggio da remoto, che forniscono un’ampia gamma di dati sempre aggiornati.

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